Nasce nel 1936 a Ridotti di Balsorano (AQ), un gruppetto di casali sulle pendici del Parco Nazionale d’Abruzzo, da una famiglia di contadini e pastori, alle quali attività viene ben presto avviata insieme agli altri nove fratelli e sorelle. Vive e lavora ad Alatri (Fr).
A venti anni si sposa con Federico Gismondi, anch’egli dello stesso paese. A ventun’anni è già madre. A 24 dipinge i primi quadretti, ad olio. Agli inizi degli anni Ottanta modella, in creta, le prime, piccole, sculture, ma contemporaneamente realizza una serie di sculture polimateriche con residuati di giocattoli e oggetti, assemblati e mantenuti con legni, ferri, corde e rimodellati con stracci e carte impastate con colle, e infine dipinti ad olio, proprio come se si trattasse di un quadro, ma in questo caso tridimensionale.
Intanto continua a dipingere tele, grondanti di colore grumoso e abbagliante di neri e gialli, blu notturni e viola, rossi raggrumati e verdi di ghiaccio, uscendo dalla stagione più propriamente “naive” e aprendo le porte di quella che più propriamente le appartiene, del primitivo selvaggio o comunque “brut”.
E’ degli anni Ottanta l’inizio di una intensa attività grafica, essenzialmente ad acquaforte, che pubblica in Cartelle, come “Le Zurle” (1980) o “Sogno di Primavera” (1981). Spinta da amici, per i quali era diventata, nello studio del marito, un caso di particolare curiosità, tiene la prima Personale a Vico Equense (Na) nel 1975.
Nel 1977 espone a Roma alla Galleria “La Feluca” di via Fratina, supportata dalla presenza del grande attore Antony Quin, che acquista un suo dipinto.
Nel 1978 approda a Milano con una Mostra Personale all’Art Gallery di via Brera, che per alcuni anni le acquista tutta la produzione, e la inserisce nel circuito europeo.
Nello stesso anno le viene assegnato il “Premio Europeo Montecatini Terme”.
Nel 1980 tiene una Personale alla Galleria Bertrand di Maastricht, e un’altra alla Galerie Florimont di Losanna dove, nell’occasione la Collection de l’Art Brut acquista i primi due suoi dipinti.
Nel 1984 partecipa alla Rassegna degli Artisti Naifs Italiani di Luzzara (Re), in cui le viene assegnato il Premio “La Parete” per “l’originalità della ricerca”.
Nel 1987 il Museo dei Naifs Italiani della stessa Luzzara le assegna, con la Commissione presieduta da Cesare Zavattini, il Premio del Museo con acquisizione del dipinto “La Madonna dell’Aviatore”.
Nel 1988, in occasione della Mostra a due con Federico Gismondi “Immagini Archetipe e Favolistiche dell’Universo Contadino” promossa dall’Associazione Nazionale Terra Nostra, a cura dell’Editrice Angelus Novus di L’Aquila, esce la Monografia “Tina San: una cantastorie dell’universo contadino”, titolo tratto dal testo di Giorgio Di Genova, scritto per il Catalogo della Mostra Personale alla Galleria “Atelier Arti Visive” di Carrara nel 1987.
Sempre nel 1988 a Norimberga, in occasione della “Nurnberg 4”, pubblica con Federico Gismondi la dichiarazione poetica “Del Diritto all’Etnia Culturale”.
E’ del 1989 la Mostra, sempre a due con Federico Gismondi, “Barbaro Immaginario” al Museo Civico di Boville Ernica (Fr), la cui tematica di fondo era la proposta di linguaggi figurali volgari, alternativi a quelli colti, su cui lavoravano appunto già da qualche anno.
Nel 1990 i due tengono un’altra Mostra, intitolata “Bifronte”, al Palazzo Braschi di Terracina (Lt), in cui espongono, entrambi, Pittura e Scultura.
Nel 1992 è in Canada e nel 1993 a Città del Messico, dove soggiorna per cinque mesi, espone le Opere, realizzate in loco, nella Sede Centrale del Banco dell’Esercito, presentata da Augustin Arteaga, vice Direttore del Museo d’Arte Moderna della stessa città. Durante lo stesso soggiorno sottoscrive con Federico Gismondi, a Teotihuacan (La città degli Dei), il Manifesto Estetico “Manifiesto del sol y de la luna”, teorizzando l’inevitabilità di una peregrinazione estetico-culturale a tutto campo nella storia e nelle civiltà, con il risultato di un linguaggio trans-etnico e trans-storico.
Nel 1993 Tina dipinge il dittico olio su compensato a due facce, di cm 245 x 80 + 80 “Crocifissione e Resurrezione di Cristo”.
Nel 1996 dipinge quattro grandi teli di cm 200 x 200 cadauno, olio su pvc.
nel 1998 dipinge il trittico “La Primavera”, olio su tela di cm 200 x 200 cadauna.
In quest’ultimo decennio Tina produce una vastissima mole di disegni, cere e guaches.
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